Fotografia, creatività, istinto e emozione. Un blog di Axel Cipollini

lunedì 23 novembre 2009

Liberare la Creatività




Ci sono molti modi.

Creatività è darsi il permesso di esprimere con spontaneità ciò che siamo. Se ci permettiamo questo, ogni foto che scatteremo, ogni disegno che faremo, ma anche ogni gesto, ogni frase che diremo, saranno autoritratti, unici, di una parte di noi.

Creatività è, l'ho già detto in altri post, uscire fuori dagli schemi familiari, culturali, appresi, ereditati. Se percorriamo sempre gli stessi sentieri, arriveremo sempre negli stessi posti.
Come fare allora per cambiare cammino?
Qui i miei consigli si riferiranno specificamente ai fotografi ma sarà facile estenderli e modificarli a qualsiasi altra forma di espressione, di arte, di comunicazione.

Prima di tutto dobbiamo capire che non saranno tanto importanti i soggetti che sceglieremo, quanto come li fotograferemo. Tutto può essere interessante. Dipende da come lo guardiamo e da come lo mostriamo. Anche semplicemente con un solo obiettivo, magari a focale fissa, le variabili saranno davvero infinite: la prospettiva, la scelta del momento, la luce, gli elementi di primo piano e di sfondo... per non parlare delle variabili in post-produzione.

Quindi un buon esercizio, può essere semplicemente di fotografare quello che normalmente non fotografiamo, ovvero le cose normali, quotidiane, per esempio i nostri abiti, la nostra casa, il percorso che facciamo ogni giorno per andare a lavorare.
Dobbiamo però cercare di vedere quello che normalmente non vediamo, provando a guardare le cose abituali come se fossero totalmente nuove per noi, come fossimo stranieri in viaggio o ancora meglio extraterrestri appena sbarcati da un UFO.
Dobbiamo riuscire a vedere un calzino abbandonato su di una vecchia poltrona come se fosse un'installazione di arte contemporanea o i croccantini del gatto come se fossero un paesaggio di massi multicolori su di un altro pianeta, oppure i brandelli di manifesti stracciati che pendono dai muri come antiche testimonianze di civiltà scomparse o multiformi piante infestanti tropicali...
Solo che non basterà immaginare, bisognerà anche trovare la maniera giusta per mostrare agli altri tutto ciò.
Oppure provate a fotografarvi le mani o i piedi, ma come se appartenessero ad un'altra persona.

Il punto è che la mente razionale, per rendersi la vita più facile, per cercare di spiegare cose che spiegabili non sono, tende a etichettare tutto, a schematizzare ed incasellare, e così facendo banalizza, impoverisce, toglie unicità, distrugge la magia, la meraviglia delle cose.

Un manifesto rotto è solo un pezzo di carta ed un calzino abbandonato è solo la prova del nostro disordine, ed entrambi non hanno alcun valore, ecco quello di cui la nostra mente "razionale" cerca incessantemente di convincerci.

Poi arriva un pittore come Burri, o come Fontana e ci mostra la meraviglia di un taglio, di un pezzo di plastica bruciata.
Certo, c'è e ci sarà sempre chi non capisce, che pensa che quella non sia arte, sia mistificazione, imbroglio, paraculata, oppure ci saranno critici che scriveranno fiumi di parole dando significati senza senso, al quale l'artista e probabilmente nessun altro avrebbero mai pensato...

Il punto è semplicemente uno, riuscire ad alzare la cortina opaca della schematizzazione per scorgere la magia che c'è dietro.

Continua...

2 commenti:

  1. Ultimamente ho letto un buon libro al riguardo: http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__la_via_dellartista.php

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  2. Betty grazie della citazione!
    È un libro ottimo, che ho letto e riletto tante volte, quello che è davvero importante però è seguire con costanza gli esercizi, soprattutto scrivere "le pagine del mattino". Presto scriverò un post in merito.

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Informazioni personali

Fotografo da 38 anni. Professionista da 15. Insegno fotografia da 12. ...mi diverto ancora. Le mie foto possono esser viste sul sito www.axelcipollini.com o sul sito dell'agenzia che mi rappresenta www.auroraphotos.com